Utilizziamo le chiavi giuste: i KPI. Seconda parte

Nella prima parte abbiamo visto un quadro completo dei princìpi e delle tipologie relative ai KPI che ora andremo ad approfondire.

Come procedere nello sviluppo di una “raccolta dati” coerente nel sistema di misurazione e controllo?
Quando si può definire “coerente”? Quando non si tratta solo di un sistema di misure “a consuntivo”, secondo una prospettiva di analisi statica, bensì di un sistema in grado di evidenziare la capacità dell’organizzazione di innovarsi, adattarsi e svilupparsi, secondo una prospettiva di analisi dinamica.
Un buon cruscotto dei KPI, infatti, dovrebbe riuscire a rilevare le prestazioni dell’organizzazione in divenire, in base al grado di perseguimento degli obiettivi prefissati.
Le caratteristiche che dovrebbe avere un buon sistema di rilevazione (misurazioni e controlli) dei dati, per dar luogo ad un buon cruscotto sono:

  • Completezza: misura tutte le componenti nelle quali si può suddividere il concetto di valore creato dall’impresa.
  • Rilevanza: essendo strettamente legato si processi decisionali dell’impresa, gli indicatori devono supportare queste decisioni nelle aree critiche di gestione e devono fornire informazioni per individuare delle alternative e per comprendere le connessioni tra le decisioni prese ed il raggiungimento degli obiettivi. In questo caso bisogna tenere in considerazione gli obiettivi prefissati, selezionando gli indicatori che si rivolgono a tali scopi.
  • Flessibilità: il sistema è flessibile adattandosi in funzione delle esigenze, delle variabili e della misurazione a causa del dinamismo e della complessità del contesto.
  • Comprensibilità: è facilmente assimilabile da tutti gli utenti.

Le misure degli indicatori si possono riassumere sotto tre classificazioni:

  • Misure di costo: prima e fondamentale indicazione sull’efficienza dei processi.
  • Misure di tempo: Il fattore tempo ha assunto una straordinaria importanza come fattore di competizione. Essendo una grandezza misurabile e diretta (non come i costi che possono avere delle attribuzioni arbitrarie), c’è una grande diffusione delle misure di tempo nella gestione aziendale. Le misure principali delle performance di tempo sono i “lead time”, cioè i tempi effettivi di esecuzione del processo. Altre misure di tempo possono essere: time to market; tasso di introduzione di nuovi prodotti; time to order; tasso di rotazione delle scorte.
  • Misure di qualità: le misure della qualità di esecuzione del processo possono essere le più disparate. Per un’interpretazione corretta del sistema di misure è utile distinguere la qualità prodotta (o qualità dei processi) dalla qualità percepita dal cliente (interno o esterno).

A presto!

Fonte: Università di Bergamo

 

 

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