PREMIO DI RISULTATO: L’EROGAZIONE

Nello scorso post del blog vi abbiamo parlato del premio di risultato e dell’importanza del coinvolgimento dei collaboratori per raggiungerlo.

Oggi ci concentriamo sull’erogazione dello stesso, a partire dalle nuove regole introdotte con la Legge di Bilancio 2017.
Nel testo di Legge di Bilancio 2017 sono state inserite, infatti, nuove regole che riguarderanno, tra le altre cose, il regime di tassazione dei premi di risultato e le misure di welfare aziendale.

Vediamole più da vicino:
In base alle nuove norme, sarà possibile sostituire l’importo erogato in busta paga con misure di welfare aziendale, per le quali è prevista la detassazione totale.

Sì, perché oltre l’erogazione del premio di risultato in moneta, con la Legge di Bilancio 2017 è possibile convertire l’importo di questo in benefit aziendali, ossia beni o servizi come:
– autovetture ad uso promiscuo,
– prestiti a tasso agevolato,
– alloggi concessi in uso,
– servizi gratuiti di trasporto ferroviario,
– fondi pensioni,
– previdenza complementare,
– assistenza sanitaria integrativa,
– investimenti in azioni.
E, cosa più importante, per i dipendenti che sceglieranno di convertire il premio di produttività 2017 con una di queste preferenze, il valore ricevuto sarà esente dalla tassazione e non rientrerà nel tetto massimo per il calcolo delle esenzioni.
I servizi e i beni potranno essere erogati al lavoratore anche con la possibilità di estenderli al nucleo familiare, compresa la possibilità di convertire il premio di produttività in borse di studio a favore dei figli.

È importante comunque ricordare che l’azienda deve darsi delle regole di valutazione delle prestazioni e dei comportamenti dei propri collaboratori, al fine di non erogare “a pioggia” i benefit, ma di dispensarli con l’obiettivo di fare meritocrazia.

(fonte utile: http://www.informazionefiscale.it/premi-produttivita-2017-regole-importi-detassazione
immagine da freepik)

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IL PREMIO DI RISULTATO. IL COINVOLGIMENTO DEI COLLABORATORI

Premessa. Cos’è il premio di risultato.
È un elemento retributivo che può essere aggiunto a quelli fissi delle tabelle retributive.
Si tratta di un investimento organizzativo che può dare spunto sia alla “quantità” di azioni all’interno di un’azienda che alla “velocità” di concretizzazione delle stesse. Può essere erogato secondo indicazioni fornite dai CCNL, oppure a partire da un accordo aziendale di secondo livello.

Il premio va “costruito”.
Nelle situazioni di mercato attuali non si può improvvisare.
Definire strategie e piani di miglioramento a breve e lungo termine è essenziale per la resistenza aziendale, ma non basta.
Lo step successivo da compiere parla di strategie e piani di miglioramento fatti con continuità, convenienza, nei tempi opportuni, e… con la reale partecipazione di tutti i collaboratori dell’azienda per passare, così, dalle parole ai fatti.
Cosa fare, allora? Definire il progetto in modo specifico e “su misura” dell’azienda affinché questa possa essere vincente nei mercati dove si colloca.

L’unione fa la forza.
L’effettivo contributo della risorsa umana permette non solo di alleggerire il carico dell’imprenditore, ma anche di ridurre i tempi di elaborazione di strategie e arrivare prima all’obiettivo di miglioramento.
Ogni imprenditore sa che può arrivare distante solo con il supporto dei collaboratori.

La visione.
Il premio di risultato indica con chiarezza gli obiettivi e le priorità verso cui tendere, solletica il coinvolgimento dei collaboratori e dà il ritmo per procedere con strategie, miglioramenti e sviluppi.
Il premio di risultato dà, in sostanza, la giusta dose di energia per procedere in un’ottica di trasformazione positiva, sviluppo, progresso, avanzamento, perfezionamento, evoluzione che dir si voglia.

(fonte utile: www.tecnoconsulting.com/aggiornamenti-certificazioni-aziendali/Premio-di-risultato-perch%C3%A8-59
fonte immagine: freepik.com)

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