Social, Web Reputation e Smart Working nel recruitment. Parte seconda

A seguito del focus sull’utilizzo dei social network nella fase di domanda e offerta di lavoro, approfondiamo il tema della web reputation nell’uso di questi canali.

Secondo la ricerca Adecco, il 76% dei candidati sostiene di verificare sui motori di ricerca “quello che si dice” dell’azienda interessata e quasi gli stessi (72%) affermano di non inserire i collegamenti ai profili social nei rispettivi curriculum on line.

Il dato che deve far riflettere è che nel 35% delle valutazioni, i selezionatori escludono i candidati a seguito della verifica della loro presenza sui social; quindi, che cosa viene preso in considerazione nella valutazione di un profilo on line? Innanzitutto il profilo deve essere coerente con le informazioni in possesso del recruiter: una delle prime cause dell’inefficacia di un profilo è l’inesattezza e/o la mancanza delle informazioni del candidato.

Nello studio si menziona anche l’utilizzo di immagini improprie ed i commenti negativi sui datori di lavoro attuali o precedenti: i canali social sono spesso utilizzati per scherzare, sfogarsi e per mettersi in mostra trascurando il fatto che queste informazioni possono rivelarsi determinanti in futuro per la scelta di un potenziale datore di lavoro.

Prestiamo quindi attenzione a ciò che postiamo e soprattutto impariamo ad utilizzare adeguatamente gli strumenti che proteggono la nostra privacy.

 

Nella terza parte tratteremo l’argomento “Smart Working”: come viene considerato dai candidati e dai selezionatori?

 

 

A presto!

 

 

Condividi suShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone
0
  Articoli correlati

Aggiungi un commento